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Cannabis e creatività: sentirsi ispirati e produrre idee migliori

Umore, personalità e risultati dei test spiegano perché fiducia creativa e qualità del lavoro possono divergere.

Illustrazione colorata con pennelli, chitarra e foglie di cannabis

Ispirazione e risultato sono diversi

La cannabis non è dimostrata come potenziatore affidabile della creatività. Può cambiare quanto un’idea sembri piacevole o originale senza migliorare il lavoro valutato da altre persone. Gli esperimenti hanno misurato sia la generazione sia la valutazione delle idee: questi risultati possono muoversi in direzioni diverse. Il quadro riguarda quindi cambiamenti di umore, giudizio e prestazione, più che un aumento uniforme della creatività.

[1] Kowal et al. · Psychopharmacology, 2015[2] University of Virginia · Heng research, 2022[3] LaFrance and Cuttler · Consciousness and Cognition, 2017

Un esperimento con placebo

Nel 2015 Kowal e colleghi confrontarono due condizioni con cannabis e un placebo in consumatori regolari. La condizione più forte peggiorò il pensiero divergente; quella più debole non lo migliorò. Il pensiero divergente consiste nel generare risposte possibili diverse, invece di selezionare una sola risposta corretta. Il risultato riguarda un compito cognitivo misurato in condizioni sperimentali specifiche, non il talento artistico complessivo di ogni partecipante. Contraddice però direttamente la previsione semplicistica che una maggiore intossicazione produca un brainstorming migliore.

[1] Kowal et al. · Psychopharmacology, 2015

Perché le idee possono sembrare migliori

La ricerca presentata da Yu Tse Heng e colleghi nel 2022 trovò valutazioni più favorevoli delle idee associate all’allegria legata alla cannabis, senza un corrispondente aumento della creatività valutata. Anche il giudizio entra quindi nella spiegazione. In un esempio quotidiano, la reazione entusiasta a un titolo proposto e l’utilità effettiva di quel titolo per il lettore sono valutazioni separate. L’umore può modificare la prima senza migliorare la seconda. Essere felici di un’idea è un’esperienza reale, ma non equivale a una valutazione indipendente del lavoro.

[2] University of Virginia · Heng research, 2022

Conta anche chi consuma

LaFrance e Cuttler nel 2017 confrontarono consumatori sobri e non consumatori. Le differenze nell’apertura all’esperienza spiegavano i vantaggi creativi osservati nel primo gruppo. È una questione di selezione dei gruppi, non di intossicazione acuta. Se persone con certi interessi o tratti usano cannabis più frequentemente, il confronto può riflettere chi appartiene a quei gruppi. Non dimostra automaticamente l’effetto della sostanza sulla stessa persona. La distinzione è particolarmente importante quando la biografia di un artista viene usata come spiegazione chimica del suo talento.

[3] LaFrance and Cuttler · Consciousness and Cognition, 2017

Dal test al lavoro artistico

Un breve compito di ideazione non riproduce la composizione di un album, la revisione di un romanzo o il completamento di un murale. Questi lavori includono produzione di materiale, selezione, impegno prolungato e correzione degli errori. Dire che una sessione è sembrata particolarmente coinvolgente descrive solo una parte del processo. L’opera finita richiede altre decisioni che quel racconto non misura. È una distinzione interpretativa dell’articolo, non un ulteriore risultato sperimentale: piacere, novità, utilità e completamento sono aspetti separati della creatività.

[1] Kowal et al. · Psychopharmacology, 2015[2] University of Virginia · Heng research, 2022[3] LaFrance and Cuttler · Consciousness and Cognition, 2017

Cosa sostiene l’evidenza

Gli studi rispondono a domande diverse e non forniscono una regola universale per ogni professione creativa. Nel complesso indeboliscono l’equazione automatica fra cannabis, fiducia e risultati migliori. Un evento culturale dedicato alla cannabis può avere valore come incontro o soggetto artistico senza dimostrare che consumare migliori la prestazione. La descrizione più precisa è che entusiasmo soggettivo, personalità e risultati dei compiti possono divergere. La sola parola «creativo» nasconde queste differenze.

[1] Kowal et al. · Psychopharmacology, 2015[2] University of Virginia · Heng research, 2022[3] LaFrance and Cuttler · Consciousness and Cognition, 2017

Fonti e approfondimenti

Informazioni generali, non consulenza legale o medica individuale.